Giovanni Traverso, il viaggio sull’acqua con Ave Maria

L’amore (e il rispetto) per il territorio si traduce in un’architettura sostenibile progetta con i materiali e i linguaggi locali. Un progetto mobile di grande fascino che rispecchia regole e tecniche tipiche delle costruzioni prefabbricate. Questo progetto è una barca che porta i suoi ‘inquilini’ on the road.

Siamo in un luogo particolare: partiamo dalle foci del delta del Po e, attraversando le vie d’acqua, arriviamo fino a città come Ferrara e Adria, collegando Mantova a Venezia, passando per piccoli centri e isole come Chioggia e Albarella. Un viaggio sull’acqua reso possibile da un lavoro di ripristino. L’imbarcazione si chiama Ave Maria e nasce dal ripristino e assemblaggio di un’imbarcazione fluviale. Autore del progetto è l’architetto Giovanni Traverso dello Studio Traverso-Vighy.

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La barca misura 41 metri di lunghezza e 7.5 di larghezza; è caratterizzata anche da un parcheggio per le bici: i territori che attraversa sono noti anche per la presenza di affascinanti percorsi ciclabili che trasformano questo viaggio tra un’Italia poco conosciuta in un ‘tour by boat&bike’.

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Di grande interesse, la progettazione degli spazi. Il primo blocco è caratterizzato da cabine sopraccoperta, mentre il secondo porta alla cucina e alla grande sala, uno spazio comune che grazie a un progetto di arredo dinamico, si adatta facilmente alle diverse attività.

Il progetto è caratterizzato da grandi aperture a tutta altezza a filo ‘acqua’ che regalano delle viste spettacolari sul territorio e rendono gli ambienti interni molto luminosi e solari.

Ottimizzazione degli spazi e trasformazioni si riflettono anche nelle cabine: sono state realizzate in modo da poter modificare le loro caratteristiche e adattarsi alle esigenze di chi li vive: ad esempio i letti, progettati ad hoc per questi spazi, possono tutti trasformarsi in letti castello, ogni letto singolo può essere abbinato ad un altro e diventare uno matrimoniale ed ogni cabina singola può trasformarsi in doppia, grazie alla presenza di un letto a ribalta.

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Il ponte sole della nave si trasforma infine in un punto panoramico, grazie alla presenza di balaustre, tavoli e tendalino pieghevoli che possono abbassarsi durante la navigazione e costituire una sala all’aperto quando la nave è attraccata.

Schermata 2015-11-26 alle 17.35.27L’attenzione al territorio è uno degli aspetti chiave del progetto: “Abbiamo portato nella costruzione – spiega l’architetto – una serie di accorgimenti tecnici sostenibili come un sistema di climatizzazione in grado di riutilizzare le proprietà termiche dell’aria esausta e l’uso di illuminazione a Led che permette di minimizzare il dispendio energetico”.

“Particolare attenzione in fase di progetto è stata posta al controllo solare – puntualizza Traverso – nelle grandi vetrate del salone e delle cabine del ponte primo sono stati impiegati vetri selettivi; per quanto riguarda invece gli oblò delle cabine sottocoperta, la loro forma arretrata rispetto al filo della nave, è stata ragionata sia per schermare la luce solare diretta, sia per diffondere la luce naturale in profondità all’interno delle cabine. L’illuminazione artificiale dei corridoi è interamente realizzata con lampade lineari ad induzione e led puntuali in corrispondenza degli accessi alle cabine. Un sistema di controllo interfacciato con un luxmetro esterno, adatta il livello di illuminazione alla luminosità esterna, ottimizzando la percezione visiva”.

Ave Maria è inoltre la prima imbarcazione fluviale in Italia ad essere stata costruita seguendo le normative europee sulla sicurezza e ad essere certificata dall’ente internazionale Bureau Veritas.

 

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